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MARIA CRISTINA MADERA

Maria Cristina Madera nasce a Roma nel 1972.
 Sin d’adolescenza  coltiva l’amore per l’arte attraverso lo studio del disegno e della pittura, con il maestro Francesco Vaglica. Poi l’interesse per la fotografia che, in breve, si trasforma in passione, grazie all’incontro con il fotografo Riccardo Guglielmin nel 1997. Nel 2002 è la fotografa ufficiale della squadra italiana di nuoto ai “Gay Games” di Sydney in Australia. Dalla partecipazione a tornei ufficiali di nuoto approda al rugby arrivando a fotografare il Torneo “Sei Nazioni”, e la Gyrokinesis, una disciplina che unisce danza, yoga e Tai Chi.
 Presto arrivano anche le commissioni  di fotografie di scena, realizzate nell’ambito teatrale e cinematografico. Non poteva mancare nella sua produzione la ritrattistica, in cui Maria Cristina ha dato prova di una sensibilità particolare. Dal 2012 una parte del suo lavoro include la documentazione fotografica di interventi chirurgici sulle malformazioni cranio facciali, in collaborazione con il Prof. Domenico Scopelliti, Vice Presidente Scientifico della Fondazione Operation Smile Italia Onlus.

Frammenti di memoria
Cultura è ciò che resta nella memoria quando si è dimenticato tutto. (Burrhus F. Skinner)
Se c’è un’arte che più di tutte ha subito i mutamenti dovuti alla diffusione della tecnologia, è sicuramente la fotografia. Le macchine fotografiche digitali e, soprattutto, i telefoni cellulari hanno cambiato per sempre la fotografia come espressione artistica e come pratica sociale. Ogni giorno, Internet viene letteralmente inondata di scatti: solo su Facebook ne vengono caricati 200 milioni al giorno. La fotografia di viaggio è forse emblematica di questa rivoluzione: non esiste angolo della Terra che non sia stato immortalato migliaia di volte, con ogni possibile tecnica, luce e punto di vista. Consapevole di questo mutamento, Maria Cristina Madera ha scelto di recuperare il gusto della fotografia turistica riflessiva e solitaria, lontanissima dalla frenesia degli scatti digitali ma allo stesso tempo fresca e naïf. Una passeggiata nel nostro Paese, tra castelli e giardini, che ritrae angoli nascosti, pozzi, stemmi nobiliari, capitelli, in un severo e magistrale bianco e nero.

Eugenio Corsetti

                                                                                              

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